Anno 2024: IA, Chat GPT e tool digitali sempre più innovativi, rapidi ed efficaci. Nel vortice di una digitalizzazione a cui spesso si fa fatica a stare dietro, la categoria dei traduttori, e generalizzando quella degli ‘scrittori’ nel senso più vasto del termine, potrebbe sentirsi minacciata da questi cambiamenti sempre più repentini e, in un certo senso, anche invasivi, temendo di essere presto o tardi sostituita. A questo punto verrebbe spontaneo chiedersi: questi tool, sono davvero la scelta migliore in tutti i casi? Analizziamo insieme le differenze fra la traduzione automatica e la traduzione umana per cercare di far chiarezza e trovare una possibile risposta a questa domanda.
Partiamo col definire in maniera più precisa cos’è la traduzione automatica o MT (Machine Translation). Parliamo di MT quando, nel processo di traduzione, vengono impiegati tool come Google Translate, DeepL, etc., i quali utilizzano algoritmi di apprendimento automatico e usufruiscono dell’intelligenza artificiale per tradurre automaticamente un testo da una lingua di partenza a una lingua di arrivo, senza la necessità dell’intervento umano e in tempi ridotti. Oggi, la traduzione automatica ha certamente fatto passi da gigante, andando oltre la semplice traduzione letterale. Con l’avvento della Neural Machine Translation (NMT), infatti, è possibile produrre delle traduzioni affidabili, con un risultato molto vicino a un testo realizzato da traduttori umani. Un altro vantaggio riscontrabile nella MT è la facile accessibilità e gratuità dei software: basti pensare a Google Translate, che facilita la traduzione di parole e brevi frasi, sebbene non sia adatto a testi più complessi.
A questo proposito, c’è bisogno di fare una postilla sulla differenza fra traduzione automatica e traduzione assistita, la quale sfrutta i CAT Tools (strumenti di traduzione assistita, per l’appunto) quali ad esempio memoQ, Trados o Wordfast, che possiedono una memoria di traduzione che conserva gli elementi della traduzione precedentemente utilizzati e gli elementi di destino, facilitando inevitabilmente il processo traduttivo. Al contrario, la MT affida totalmente a una macchina e ai suoi algoritmi il controllo e il risultato finale della traduzione, servendosi senz’altro anche degli strumenti di traduzione assistita che aiutano l’automatizzazione dei processi di traduzione.
Accanto a vantaggi quali la rapidità, e di conseguenza anche la convenienza, della traduzione automatica troviamo la mancanza di contesto e quindi la non totale comprensione di intenzioni e necessità del cliente, confusione di parole con significati multipli o strutture grammaticali poco ‘naturali’. Vero è che l’intelligenza artificiale è soggetta a un miglioramento continuo grazie all’apprendimento a partire dai nuovi dati da noi immessi, tuttavia spesso non risulta adatta alla localizzazione in quanto ignora gli aspetti culturali o normativi che un traduttore professionista tiene sempre sott’occhio.
Dall’altro lato, ‘la vecchia guardia’: la traduzione umana, eseguita da un traduttore professionista così come dagli albori dei tempi, con tutte le implicazioni del caso. Questa avrà certamente tempistiche più lunghe, per quanto possano essere egregie le nostre competenze e nonostante gli anni di esperienza. Tuttavia, tempistiche a parte, tra i vantaggi della traduzione umana possiamo di certo annoverare una maggiore capacità di comprensione culturale e di precisione nell’adattare il significato, il tono e lo stile al contesto, fondamentale soprattutto per traduzioni letterarie e contenuti creativi. Gestire la complessità linguistica e culturale del testo di partenza e di quello di arrivo è un’abilità che richiede una certa sensibilità, che non per forza viene mantenuta nel momento in cui si utilizzano software per la traduzione automatica. Consideriamo poi la possibilità di collaborare con colleghi e professionisti del settore, come nel caso di Words&co, che revisionano l’elaborato alla ricerca di eventuali refusi e migliorie, garantendone un’elevata qualità. Inoltre, se vogliamo scendere a un livello più tecnico, vengono premiati i testi per così dire ‘autentici’ e creati dall’utente rispetto a quelli generati con intelligenza artificiale. Infatti, gli AI detector scandagliano il web alla ricerca di/e scovano le strutture ripetitive tipiche dell’AI, il che porta a un declassamento del testo. Pertanto, sono di certo migliori i testi fatti con ‘materiale umano’.
Considerando tutti questi fattori, potremmo valutare la traduzione umana come migliore nei casi di documenti professionali (es. legali, medici, tecnici, ecc.), contenuti per mercati internazionali dove è essenziale la localizzazione, materiale di marketing, pubblicità e testi letterari dove il tono e il messaggio sono cruciali in quanto, come testi creativi, necessitano di differenziarsi e spiccare per stile ed emozione trasmessa. La traduzione automatica, d’altro canto, è adatta a testi informali o personali come messaggi ed e-mail non ufficiali, a comprendere il significato generale di un testo scritto in una lingua sconosciuta, ad eseguire traduzioni di emergenza quando non si richiede alta precisione.
In ogni caso, la revisione umana rimane, secondo la nostra opinione, necessaria e imprescindibile per garantire la massima qualità.
Sembrerebbe che, a questo punto, non ci sia una risposta monodirezionale per dichiarare se sia meglio una modalità piuttosto che l’altra. In realtà, potremmo concludere col dire che bisogna innanzitutto fare una valutazione ad hoc e considerare il tipo di progetto, il pubblico di destinazione, le tempistiche di consegna e le necessità del committente per poter decidere adeguatamente. Sebbene la traduzione automatica sia utile per compiti rapidi e di basso impatto, la traduzione umana resta insostituibile per garantire qualità e precisione in testi più complessi: ergo, la via di mezzo è secondo noi la via giusta, quella che non rinnega l’avvento di nuovi strumenti, ma non ne vuole abusare.




